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Oltre lo specchio: perché la tua comunicazione deve smettere di guardarsi l’ombelico


Immagina di essere a una cena.

Accanto a te siede una persona che, per due ore filate, non fa altro che elencare i propri successi, descrivere la qualità e lo stile dell'abito che indossa e a spingerti a credere che sia la migliore della stanza. Non ti chiede nulla, non si interessa a te, non offre spunti di riflessione.


comunicazione autentica

Quanto tempo passerà prima che tu cerchi una scusa per alzarti e andartene?

Nel marketing e nella comunicazione aziendale, accade esattamente lo stesso. Molte realtà sono intrappolate in una spirale di autoreferenzialità: un flusso costante di "Siamo i leader", "Ecco il nostro nuovo prodotto", "Sconto del 20%". È una comunicazione verticale, chiusa, che rimbalza contro il muro dell'indifferenza.


Il fallimento del "Cosa" e del "Come"


L'errore fatale di molte aziende è concentrarsi esclusivamente sulla superficie.

Quando comunichi solo cosa fai (prodotti) e come lo fai (processi), ti posizioni in un mercato di commodity.

Non trasmetti valore: Se parli solo di te, non stai risolvendo un problema del tuo interlocutore.

Non crei fiducia: Autoincensarsi non trasmette credibilità. La fiducia si guadagna, non si dichiara.

Chi fa così finisce per rimanere invisibile. In un mondo saturo di stimoli, l'ennesimo post promozionale è solo rumore di fondo.


Il Cerchio d'Oro: Parti dal "Perché"


Per uscire da questa prigione dorata, dobbiamo guardare al Cerchio d'Oro di Simon Sinek. Le persone non comprano quello che fai, comprano il perché lo fai.

"Il segreto non è fare affari con tutti quelli che hanno bisogno di ciò che hai, ma con persone che credono in quello in cui credi tu. "Invertire la rotta significa smettere di vendere "roba" e iniziare a condividere visioni. Se un'azienda di arredamento smette di pubblicare foto di divani con il prezzo e inizia a parlare di come lo spazio domestico influenzi il benessere mentale, smette di essere un venditore e diventa un punto di riferimento.


La forza della Terza Parte: l'intervista e il racconto esterno


Perché le interviste condotte da terzi o i contenuti non autoreferenziali sono così potenti? Perché rompono il monologo. Quando un professionista viene intervistato da un giornalista o da un creator, il dinamismo cambia.

Validazione sociale: è qualcun altro a ritenere che tu abbia qualcosa di interessante da dire. Scattano allora:

Autenticità: le domande esterne costringono a uscire dai binari del marketing e a mostrare il lato umano, le sfide, i dubbi.

Angolazioni inedite: un occhio esterno vede soluzioni o storie che tu, immerso nel quotidiano, dai per scontate.


Trasformare i "clienti" in persone


Nella nostra comunicazione dobbiamo inoltre smettere di usare termini come "target", "consumatori" o "lead". Sono definizioni che riducono l'essere umano a una mera funzione economica. Se siamo capaci di fare questo e di iniziare a guardare cosa interessi davvero alle persone che vorremmo coinvolgere, potremo allora dar vita a un piano editoriale davvero efficace, ma per farlo dobbiamo creare contenuti che si basino su tre pilastri: utilità, intrattenimento, coinvolgimento.

Ogni volta che progettiamo un contenuto dovremmo chiederci:

- aiuta qualcuno a risolvere un problema oggi?

- è piacevole da fruire, regala un momento di bellezza o una risata?

- apre un dialogo? Invita alla riflessione?


Dal Catalogo alla Community


Proviamo a fare un esempio. Prendiamo un produttore di scarpe da trekking. Comunicazione autoreferenziale, post quotidiani con foto della scarpa, scheda tecnica e link all'e-commerce. Risultato: noia.

Comunicazione di valore: descrizione di una guida sui sentieri meno battuti delle Dolomiti; un'intervista a un rifugista sul cambiamento climatico; un video che spiega come curare le vesciche dopo una lunga camminata.

Ora l'azienda non sta soltanto vendendo scarpe: sta vendendo la libertà della montagna. Le scarpe saranno la conseguenza naturale di questa connessione.


Conclusione: esci dall'incubo del Piano Editoriale "Specchio"!


Il coraggio di non parlare solamente di sé è la forma più alta di strategia. Invitare un ospite sul proprio blog, creare un podcast a più voci, condividere una riflessione filosofica sul proprio settore, ammettere un errore: queste sono le azioni che costruiscono un brand memorabile.


Smetti di vendere. Inizia a essere utile. Inizia a essere umano.

Vuoi provare a farlo insieme a noi?


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